Ogni donna una mamma diversa. 

Contro il bullismo un bel video da far vedere nelle scuole

Il bullismo è già stato oggetto di due post su mammastyle nei tempi scorsi e sfortunatamente si continua a parlarne e si deve anche farlo perché di fronte a certi episodi di cronaca recente non si può far finta di nulla. Bisogna sensibilizzare sempre di più i genitori, i ragazzi e gli adulti in generale a prendere coscienza del fatto che esistono i bulli e le loro vittime che spesso per paura o vergogna non parlano di quello che devono subire ogni giorno dai loro aguzzini, dietro le pareti di una scuola o in altri luoghi che dovrebbero essere di incontro e di amicizia.

Al recente Festival di San Remo abbiamo potuto assistere alla consegna della maglietta rossa, simbolo della lotta contro il bullismo, a Maria De Filippi da parte di alcuni ragazzi di MaBasta (Movimento anti-bullismo promosso da studenti adolescenti) fondato nel 2016 dagli studenti dell’istituto Galilei-Costa di Lecce. Il progetto di MaBasta si sviluppa tramite lezioni nelle scuole, pagina social, sportello per le denunce dei casi di prevaricazione e maltrattamenti tra giovanissimi.

L’appello del papa rivolto agli adolescenti a San Siro contro il bullismo è di pochi giorni fa. Eppure il fenomeno resiste e i fatti che emergono sono sicuramente solo la punta di un iceberg molto più grande.

Il bullismo, purtroppo, ultimamente ha ripreso grande spazio sulle pagine dei giornali e in internet dopo i recenti episodi che si sono verificati a danno di alcuni ragazzi. Solo per ricordarne alcuni: la triste storia del ragazzino di Giugliano, un 13enne vittima di soprusi e violenze sessuali dal 2013; la notizia riportata dalla Provincia Pavese di una gang di bulli arrestati due settimane fa, la foto choc col volto tumefatto di un ragazzino, postata su FB dal padre per denunciare le violenze subite da suo figlio alle porte di Napoli. Allora ecco da condividere, mostrare, divulgare anche nelle aule scolastiche un video contro il bullismo di Paola Cortellesi che inizia il suo monologo: “mi chiamo Giancarlo Catino e credo nell’amicizia”. “Guerriero” canzone di Marco Mengoni, fa da sfondo a questa storia emozionante che racconta la vita di uno studente, vittima di bullismo,  durante un intero anno scolastico.

La resilienza si può insegnare ai nostri figli?

giochi educativiSi parla tanto di resilienza di questi tempi ma cosa sappiamo in realtà su questa capacità o atteggiamento che l’uomo può avere già in sé o che comunque può cercare di sviluppare? E soprattutto, possiamo insegnarla ai nostri figli?

Noi tendiamo a idealizzare l’infanzia come un periodo spensierato, ma la gioventù da sola non offre alcuna protezione contro ferite e molti bambini devono affrontare già a questa età traumi emotivi. Le difficoltà che si trovano ad affrontare vanno dal doversi adattare in una nuova classe, a compagni bulli che iniziano a schernirli o problemi e difficoltà che incontrano nella loro stessa famiglia. Aggiungete a ciò le incertezze che sono parte della crescita, e l’infanzia può essere un momento della vita non certo spensierato come dovrebbe essere. La capacità di crescere, maturare e resistere, nonostante queste sfide nasce dalle capacità di resilienza.

La buona notizia è che le abilità di resilienza possono essere apprese.

Cercare nuove opportunità per la scoperta di sé Tempi duri sono spesso i tempi in cui i bambini imparano più su se stessi. Aiutate vostro figlio a dare un’occhiata a come tutto ciò che si trova ad affrontare lo può insegnare “ciò che è fatto.” A scuola, in considerazione importanti discussioni di ciò che ogni studente ha imparato dopo rivolto verso il basso una situazione difficile. Accettare che il cambiamento è parte della vita Cambiare spesso può essere spaventoso per i bambini e ragazzi. Aiutate vostro figlio a vedere che il cambiamento è parte della vita e nuovi obiettivi in ​​grado di sostituire gli obiettivi che sono diventati irraggiungibili. A scuola, sottolineano come gli studenti sono cambiati in quanto si sono alzati in livelli di grado e discutere di come questo cambiamento ha avuto un impatto sugli studenti.i

Insegnate ai vostri figli come farsi degli amici.

Incoraggiate vostro figlio a essere un amico, al fine di avere lui stesso degli amici. Costruite una forte rete familiare per sostenere il vostro bambino durante le sue inevitabili delusioni e difficoltà. A scuola, gli insegnanti dovrebbero vigilare affinché un bambino non venga isolato dagli altri. Avere dei rapporti sociali stabili fornisce un sostegno e rafforza la resilienza.

Insegnare ad aiutare gli altri

Dovreste incoraggiare i bambini ad aiutarsi tra loro e soprattutto quelli che sono più indifesi o deboli. Coinvolgete vostro figlio in attività di volontariato adatte alla sua età, o chiedetegli aiuto voi stessi dandogli da svolgere qualche compito che lui o lei possono padroneggiare. A scuola,sarebbe utilissimo sviluppare tutti insieme delle idee sui modi in cui si possono aiutare gli altri.

Mantenete una routine quotidiana.

Attenersi a una routine può essere confortante per i bambini, soprattutto i bambini più piccoli che si sentono tranquillizzati dal fatto di conoscere quello che accadrà nell’arco della giornata perché tutti i giorni sono praticamente simili.

Prendersi una pausa.

Così come è importante costruire una routine giornaliera, altrettanto è importante prendersi una pausa. Insegnate al vostro bambino come concentrarsi su qualcosa di diverso da ciò che lo preoccupa. Dovreste essere consapevoli di ciò che il bambino teme o di quello che lo può preoccupare: Sia che si tratti di brutte notizie o conversazioni udite, l’importante che i bambini riescano a distaccarsi per un po’ di tempo dalle loro preoccupazioni. Anche se le scuole sono ritenute responsabili per l’aumento dello stress in quanto sono comunque un luogo di verifiche continue, sarebbe importante trovare attività creative in cui gli studenti possano scaricare le proprie tensioni.

Insegnate ai vostri figli la cura di sé.

Cercate di dare un buon esempio insegnando al vostro bambino l’importanza di mangiare correttamente, fare esercizio fisico e concedersi del riposo. Assicurarsi che il bambino abbia il tempo di divertirsi, e assicurarsi che a vostro figlio rimangano dei  “tempi morti” per rilassarsi. Prendersi cura di se stessi e anche divertirsi aiuterà il vostro bambino a conservare un giusto equilibrio tra impegni e i periodi di stress.

Cambiare i propri obiettivi.

Insegnate ai vostri figli a fissare obiettivi ragionevoli e poi a raggiungerli un passo alla volta. Muoversi verso un obiettivo – anche se si tratta di un piccolo passo – e ricevendo elogi per farlo lo incoraggerà, facendolo concentrare su quello che ha compiuto, piuttosto che su ciò che non è stato fatto, e può aiutarlo a sviluppare la tenacia ad andare avanti di fronte alle sfide. A scuola, dividere i grandi compiti in piccoli obiettivi raggiungibili per i bambini più piccoli, e per i bambini più grandi, riconoscere i progressi fatti sulla strada verso grandi obiettivi.

Coltiva l’autostima.

Aiutate vostro figlio a ricordare i modi in cui ha gestito con successo le difficoltà del passato e poi aiutatelo a capire che queste sfide gli hanno dato la forza per gestire anche le sfide future. Aiuta il tuo bambino ad imparare a fidarsi di se stesso per risolvere problemi e prendere decisioni appropriate. Insegnate ai vostri figli a vedere l’umorismo nella vita, e la capacità di ridere di se stessi.

Mantieni una visuale positiva.

Anche quando il bambino si trova ad affrontare eventi molto dolorosi, dovreste aiutarlo a guardare la situazione in un contesto più ampio, una prospettiva a lungo termine. Certamente per un piccolo non è facile riuscire ad avere una prospettiva a lungo termine e, quindi, dovete essere voi genitori ad aiutarlo a vedere che c’è un futuro al di là della situazione attuale e che il futuro può essere buono. Una visione ottimistica e positiva permette al bimbo di vedere le cose buone della vita e andare avanti anche nei momenti più difficili. A scuola,lo studio della storia aiuta a far vedere come la vita e il progresso vano avanti anche dopo eventi negativi.

Cercare nuove opportunità per la scoperta di sé.

I tempi più duri sono spesso i tempi in cui i bambini imparano più cose su se stessi. Aiutate vostro figlio a capire come le difficoltà che sta vivendo gli possono insegnare qualcosa su se stesso e sugli altri. 

Accettare che il cambiamento è parte della vita.

Cambiare spesso può essere vissuto con paura dai bambini e i ragazzi. Aiutate vostro figlio a capire che il cambiamento è parte della vita e che nuovi obiettivi sono necessari per sostituire quelli che sono già stati raggiunti. 

Divisioni anglossassoni: mammaexpat e la matematica

Le divisioni anglosassoni, cosa saranno mai? Ecco quello che mi sono chiesta stasera da mamma expat da quasi sette mesi. Pensavo di avere, almeno in matematica, una padronanza tale da poter essere di aiuto a mio figlio di terza elementare alle prese con le divisioni e che qui in Svizzera, vicino a Ginevra, frequenta una grande scuola internazionale che ovviamente segue altri programmi e metodi di insegnamento rispetto alle nostre scuole italiane.

Purtroppo se con l’inglese non posso che rifarmi a google traslate, in matematica i numeri e le regole sono uguali in tutte le lingue del mondo… Se due più due fa quattro, lo sarà per un cinese, per un inglese o americano, un francese, africano, italiano o tedesco e così via, giusto? E invece no! Tutto cambia anche qui… Quando Francesco viene a casa dicendomi che non ha capito come fare le divisioni, mammaexpat, sicura di sé, lo guarda e gli dice: no problem, ghe pensi mi (inglese e milanese per rimanere internazionali).

Prendo foglio e matita e inizio a scrivere 144 diviso 7 con le solite linee, calcoli, sottrazioni fino al risultato. Mio figlio mi guarda attonito come se fossi una mamma incapace e ignorante e mi dice: ma mamma hai sbagliato! Non si fa così! Si scrive 7 e poi 144… E già qui inizio a non capite. Mi scarabocchia quel poco che ha afferrato in classe e mi sembra di vedere una nostra semplice divisione completamente rovesciata, se non addirittura riflessa come in uno specchio…

A male estremi estremi rimedi. Gli dico: Francesco, domani prendi il quaderno e portamelo a casa. Infatti a casa non si porta nulla. Libri, appunti, astuccio, quaderni, tutto rimane a scuola.

Francesco per fortuna dopo due giorni si ricorda e stasera finalmente riesco a vedere il quaderno. Tutto scritto a matita, numeri grandissimi come qui si fanno in prima elementare. Una stella che lo esalta per l’ordine… almeno quello, visto che metà degli esercizi non sono completati o addirittura sbagliati!

Dopo un attimo di smarrimento e qualche ricerchina internettiana, ecco risolto il dilemma. Si tratta di una serie di sottrazioni su sottrazioni e ora cerco di spiegarmi meglio, sempre che ci riesca!

Prendiamo 19 e dividiamolo per 4.

Dall’immagine si vede subito che il divisore è messo a sinistra e non a destra dove invece c’è il dividendo. Per noi è il contrario: dividendo 19 e quindi divisore 4. Funziona così: il 4 lo si sottrae da 19 e si segna oltre la linea lunga di destra un uno che vuol dire che il 4 è stato tolto una volta. Poi da 19 si sottrae il 4 e resta 15. Si prosegue sottraendo il 4 da 15 e segnando ancora 1 a destra. 15 – 4 fa 11 e così via fino a quando si arriva a 3 e a questo punto si capisce che 3 è il resto in quanto 4 è più grande e non ci sta nel 3. Il risultato è dato dalla somma dei numeri sulla destra e cioè 4 volte 1, ossia 4. Il 4 sta nel 19 4 volte con il resto di 3.

E ora ancora più difficile!

Sempre più difficile!

 

Bene, se avete capito anche questo ultimo esempio, dove il divisore viene moltiplicato per 10 e poi per 5 in modo da eliminare molte sottrazioni… allora siete promosse come me!

 

Mammastyle ritorna a fare la mamma a tempo pieno o quasi

Il titolo potrebbe sembrare un po’ curioso ma è invece molto vicino a quanto sta accadendo al mio sito… o meglio blog. Sono tanti i posto che dal 2013 si sono accumulati… quasi 1400. Alcuni sono stati praticamente ignorati, altri invece letti ed apprezzati. La pagina di mammastyle su FB è in lenta ma continua crescita.

Gli sforzi sono stati tanti. Il mio lavoro quotidiano, l’impegno economico per rifare la veste grafica, per avere qualche esperto di siti e anche dei collaboratori blogger che si sono alternati nel corso del tempo e di cui rimane perenne ricordo nella pagina redazione. Vorrei a tal riguardo citare Iunia che per più di un anno, da vera professionista, ha scritto ogni giorno per mammastyle.




Però in tutto questo tempo il mio personalissimo blog, nato nella mia cucina, si è via via allontanato da me… è diventato un figlio che a stento riuscivo a riconoscere. Post belli ma non miei. Così, ho deciso a fatica di cambiare rotta, rischiando magari di scomparire nel nulla ma almeno di riappropriarmi della mia creatura. Da oggi, ancora in fase di lavorazione grafica, ritorno ad essere l’unica autrice del blog e parlerò di quello che accade a quasi tutte le mamme che sono alle prese con l’educazione dei figli, le domande scomode, i videogiochi che irrompono ovunque. Non sarò certamente in grado di dare ricette magiche e neppure lo vorrei… Non ho mai creduto in certi motti troppo retorici come mamma perfetta, mamma felice. Io ogni giorno provo ad essere una buona madre ma, alla sera, quando metto a letto i miei figli, penso sempre che avrei potuto fare qualcosa di meglio, giocare di più con loro, cucinare qualcosa di più buono, usare meno internet… Insomma, faccio quello che posso ma, non so perché, i miei figli per il momento mi vedono ancora come la panacea per tutti i loro problemi e questo mi fa sentire in pace con la mia parte imperfetta di madre.

Ho aggiunto anche due nuove pagine che al momento sono vuote: mamma expat e ebook.

La prima perché da fine agosto 2016 ci siamo trasferiti a Ginevra in pianta stabile e quindi ho dovuto affrontare come chiunque lascia il proprio paese, alcune difficoltà e condividerle con voi magari può tornare utile ad altre che stanno per fare la stessa cosa o che l’hanno appena fatta. Sono sempre anche interessata a sapere le vostre esperienze e come avete affrontato voi il trasferimento, in qualsiasi posto siate finite e non solo in Svizzera.

Ebook perché vorrei fare qualche ricerca in internet e vedere se ci sono ebook gratis e interessanti per noi mamme, magari recensirne qualcuno che ho letto e perché no? Scriverne… In fondo l’ho già fatto con Il calmamamma.

Eccomi qui, dilettante allo sbaraglio che inizia di nuovo a cambiare i pannolini al suo mammastyle!