Tutti noi tendiamo ad accumulare: vestiti che dopo una stagione non sono più alla moda, scarpe, ma anche riviste, documenti, cianfrusaglie che spesso conserviamo perchè ci evocano un ricordo particolare. Anche dove il problema non è lo spazio (magari siete i fortunati proprietari di un attico di 250 metri quadri!), resta il fatto che l’accumulo eccessivo crea caos e disordine.

Il risultato è che ci innervosiamo, anche perché spesso diventa difficile cercare quello che ci serve. Se vi sentite sopraffatti da quanto avete in casa e vorreste iniziare a smaltire un po’ di vecchiume, potrebbe tornarvi utile qualche riflessione sul decluttering e sul magico potere del riordino.

La prima regola del decluttering: fai spazio alla vita

Stavolta la prendiamo alla lontana, partendo dal cinema: La regola del sospetto, è un film del 2003 in cui un reclutatore della CIA interpretato da Al Pacino insegna i trucchi del mestiere ad un giovane Colin Farrell. Ad un certo punto, il veterano rivela all’apprendista la prima regola di quando si viene “beccati”, fatti prigionieri e messi sotto tortura:

Non farti MAI beccare. Non. Farti. Mai. Beccare.

Ecco, la prima regola del decluttering è: non portare MAI oggetti inutili in casa.

Regola severa, ma giusta. E se non ci riuscite, pazienza, non ci riusciamo sempre nemmeno noi!

Vediamo però nello specifico che cos’è il decluttering: si tratta di una parola inglese che significa fare spazio, liberarsi di ciò che è ingombrante. E superfluo. Questo non significa privarsi di ricordi, cimeli, cose che ci piacciono: significa semplicemente saper scegliere. Selezionare con cura.

Il nostro cuore e la nostra mente sono capacissimi di ricordare senza un supporto concreto. Più spazio avranno attorno per liberarsi, più vivido sarà il ricordo, ma anche la sensazione, il piacere del qui ed ora.

Il decluttering presenta l’indiscutibile vantaggio di semplificare le nostre vite e farci guadagnare tempo. Consigli di economia domestica spicciola: non è più veloce pulire una casa ben organizzata? Se vi abbiamo convinti, continuate a leggere.

Il metodo Konmari ed il magico potere del riordino

Qualche anno fa è uscito un best-seller scritto dalla giapponese Marie Kondo. Il titolo è Il magico potere del riordino. L’autrice ha sperimentato un metodo, definito Konmari, per riorganizzare gli spazi domestici, portando serenità.

Nella filosofia zen il riordino fisico è un rito che produce incommensurabili vantaggi spirituali: aumenta la fiducia in sé stessi, libera la mente, solleva dall’attaccamento al passato, valorizza le cose preziose, induce a fare meno acquisti inutili.

Il libro parte da un presupposto molto semplice, ma importantissimo per il benessere: viviamo in case e in uffici sempre più piccoli, dove gli oggetti ormai ci stanno sommergendo. Bisognerebbe provare a razionalizzare gli spazi, eliminando il superfluo.

Solo per fare un esempio applicato alla cucina: spesso ci ritroviamo con un sacco di utensili che non adoperiamo e spesso giacciono da anni nei cassetti. Facciamo una selezione di ciò che serve ogni giorno e riponiamo altrove o eliminiamo ciò che non usiamo.

Il metodo Konmari di per sé può essere un po’ drastico, ma non è detto che dobbiate seguirlo alla lettera. Potete però prendere spunto e applicarlo alla vostra situazione, cercando di rimettere a posto casa e, se necessario, vita.

Fateci caso: tendiamo ad accumulare di più quando siamo troppo di fretta, o insoddisfatti. Ecco allora che ciò che è materiale serve a darci una piccola gratificazione. Nessuna critica, beninteso, solo uno spunto per lavorare su voi stessi e trovare la vostra strada per il benessere.